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Backup and Recovery, ransomware

AD sotto attacco: siete pronti per la ripresa?  

Quando Active Directory va offline, lo fa anche la vostra azienda. Quanto velocemente potete ripristinare la vostra AD?


Benvenuti alla puntata conclusiva della nostra serie in tre parti dedicata ad Active Directory. Nel nostro precedente post sul blog abbiamo esaminato i piccoli problemi che potrebbero influire su AD, come la cancellazione accidentale di un oggetto, e abbiamo spiegato perché un Recovery rapido e granulare sia così fondamentale.

Ma cosa succede quando si verifica un disastro su scala più ampia? Che dire dei disastri su larga scala che coinvolgono Active Directory, come gli attacchi ransomware o il danneggiamento dello schema? In questi scenari, il processo di Recovery potrebbe richiedere un ripristino completo della foresta di Active Directory. Ciò comporta il ripristino del servizio di directory, inclusi tutti i domini, i controller di dominio e i dati associati, allo stato precedente all’attacco.

La minaccia incombente del ransomware

Immaginate questo scenario: un attacco ransomware colpisce la vostra organizzazione, bloccando il server che ospita Active Directory. Improvvisamente, tutti i file presenti sul server vengono crittografati e Active Directory va offline. A questo punto, tutte le applicazioni critiche per l’azienda che dipendono da Active Directory per l’autenticazione degli utenti risultano inaccessibili. I dipendenti non riescono ad accedere, i servizi critici si arrestano e l’attività aziendale è paralizzata.

L’impatto di un attacco AD che mette fuori uso i controller di dominio è reale e può essere devastante. Nel 2017, il colosso mondiale delle spedizioni Maersk è stato vittima dell’attacco informatico NotPetya, che ha crittografato i file system di 45.000 PC, 4.000 server e tutti i suoi 150 controller di dominio AD tranne uno. Con l’AD completamente fuori uso, le operazioni si sono interrotte immediatamente, causando la chiusura di 17 porti marittimi in tutto il mondo e lasciando bloccate centinaia di navi portacontainer per 10 giorni. In totale, l’attacco è costato all’azienda almeno 300 milioni di dollari.

Secondo Gartner, a partire da quest’anno il 75% delle organizzazioni avrà subito almeno un incidente informatico, come ad esempio un attacco ransomware. Di fronte a tali minacce incombenti, disporre di un piano di Recovery ben documentato e sottoposto a frequenti test per riportare l’intero ambiente AD allo stato precedente all’attacco non è solo una buona idea: è fondamentale e rappresenta la chiave per ripristinare rapidamente l’operatività aziendale.

Il ripristino di AD richiede un piano e una procedura specifici

Quando si verifica un disastro, il ripristino di AD è fondamentale, ma tradizionalmente è sempre stato molto difficile da realizzare, poiché richiedeva procedure manuali complesse e dispendiose in termini di tempo.

Poiché AD è un sistema multi-master distribuito geograficamente, il suo ripristino richiede un coordinamento meticoloso durante la procedura di Recovery. Ogni controller di dominio deve essere sincronizzato e ripristinato in modo coordinato per evitare incongruenze nei dati e potenziali danni alla directory ripristinata.

La Guida al Recovery della foresta di Active Directory di Microsoft fornisce una procedura dettagliata e passo dopo passo per eseguire questa operazione, che può comportare da 50 a 100, o anche più, passaggi individuali, a seconda delle dimensioni dell’organizzazione. Questa complessità può prolungare significativamente il processo se eseguito manualmente, richiedendo spesso da giorni a settimane per essere completato. Nel frattempo, le attività aziendali subiscono un’interruzione e gli utenti non possono accedere alle applicazioni fondamentali.

La sfida va ben oltre il semplice Recovery di Active Directory. Durante un attacco informatico, il Recovery di Active Directory rappresenta solo una parte del quadro complessivo. Il vostro team dovrà occuparsi anche del Recovery di dati, applicazioni, endpoint degli utenti, macchine virtuali e altro ancora. Senza un approccio olistico, queste complessità possono prolungare ulteriormente le interruzioni e i tempi di inattività.

Vi presentiamo: Commvault® Cloud Backup and Recovery per Active Directory Enterprise Edition

La scorsa settimana abbiamo annunciato come stiamo affrontando le sfide legate al ripristino e alla ricostruzione di Active Directory grazie a Backup and Recovery for Active Directory Enterprise Edition. Questa soluzione garantisce un nuovo livello di resilienza ad Active Directory, consentendo il ripristino automatico e rapido della foresta di Active Directory. Questa nuova offerta elimina i processi manuali, lenti e soggetti a errori, spesso associati ai ripristini delle foreste di Active Directory. Con Backup and Recovery for Active Directory Enterprise Edition, potrete:

  • Rendere il ripristino di AD un gioco da ragazzi grazie ai runbook automatizzati: i runbook automatizzati per la Recovery della foresta semplificano il processo in più fasi necessario per la Recovery della foresta AD, comprese le complesse attività di pulizia indispensabili per una Recovery corretta. Questi runbook possono essere utilizzati anche per eseguire test periodici in ambienti non di produzione, al fine di migliorare la Readiness informatica.
  • Consente un ripristino rapido delle componenti più importanti dell’infrastruttura AD: le visualizzazioni topologiche del proprio ambiente AD consentono di identificare in modo semplice e rapido quali controller di dominio ripristinare per primi e in che modo, al fine di accelerare la disponibilità dei servizi AD.
  • Accelerare i tempi di ripristino e migliorare la resilienza: il ripristino manuale di una foresta AD può richiedere giorni o addirittura settimane, ma con Commvault è possibile completarlo in una frazione del tempo. La Commvault Cloud Platform integra il ripristino della foresta AD con il ripristino granulare sia di AD che di Entra ID, garantendo una protezione completa. 

Per saperne di più e provare la soluzione, visita la pagina dedicata alla soluzione Active Directory.

Se ve lo siete perso, leggete qui il comunicato stampa completo per maggiori dettagli.

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