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Cleanroom Recovery, resilienza informatica e sicurezza dei dati

Come SMMPA ha rafforzato la resilienza informatica con Cleanroom Recovery

Un grossista del settore elettrico trasforma il proprio approccio per soddisfare i crescenti requisiti di Readiness.


Quando si ha la responsabilità di fornire energia alle comunità del Minnesota meridionale, la sicurezza informatica non riguarda solo la protezione dei dati. Si tratta di garantire che le luci rimangano accese. Per la Southern Minnesota Municipal Power Agency (SMMPA), l’implementazione di Commvault® Cleanroom Recovery è stata una decisione strategica che ha trasformato il proprio approccio alla resilienza informatica.

Affrontare la sfida a testa alta

SMMPA opera come grossista di energia elettrica per 17 aziende municipalizzate. Con circa 50 dipendenti che si occupano della gestione delle infrastrutture energetiche critiche, l’organizzazione deve garantire una resilienza costante di fronte a minacce informatiche sempre più sofisticate, in cui anche una breve interruzione potrebbe avere ripercussioni di vasta portata. Dopo oltre un decennio come cliente Commvault, SMMPA si è trovata ad affrontare una nuova ondata di requisiti in materia di sicurezza informatica. Gli assicuratori del settore hanno introdotto requisiti più rigorosi, tra cui il backup in un ambiente isolato e la scansione dei dati inattivi alla ricerca di malware.

Allo stesso tempo, il team doveva avere la certezza di poter ripristinare rapidamente i sistemi critici per la missione, quali i controller di dominio, i database SQL e i server delle applicazioni, senza correre il rischio di ripristinare dati compromessi. “Man mano che i nostri requisiti di Readiness informatica si evolvevano, abbiamo iniziato a valutare più seriamente Cleanroom Recovery”, afferma Alan Wagner, responsabile IT e sicurezza informatica aziendale presso SMMPA. «Stavamo valutando ulteriori modalità per tutelarci e proteggerci. Commvault Cleanroom ci è sembrata una buona soluzione in tal senso». Avendo fatto affidamento su Commvault per oltre un decennio e avendo recentemente esteso la propria soluzione alla protezione SaaS di Commvault Cloud per Microsoft 365, SMMPA ha considerato Cleanroom Recovery il logico passo successivo per rafforzare la propria resilienza informatica e soddisfare i nuovi requisiti di conformità.

Un percorso di implementazione collaborativo

L’implementazione di Cleanroom Recovery da parte di SMMPA nel marzo 2025 ha messo in luce l’efficacia della collaborazione tra il suo team e Commvault. Sam Mack, specialista IT/OT e di sicurezza informatica presso SMMPA, ha apprezzato la reattività della partnership: «Il team di Commvault ha risposto prontamente a tutte le nostre domande durante la configurazione».

Il team ha collaborato per ottimizzare la configurazione delle macchine virtuali VMware in vista dell’ambiente Azure. «Abbiamo scoperto che era necessario installare alcuni strumenti aggiuntivi sulle macchine virtuali per garantirne il corretto funzionamento all’interno di Cleanroom Recovery», spiega Sam. Questa messa a punto ha permesso di calibrare la soluzione di ripristino in base alla specifica infrastruttura. Il risultato? Un’implementazione di successo che ha soddisfatto tutti i requisiti della SMMPA e le ha garantito una solida resilienza informatica.

Proteggere ciò che conta di più

SMMPA utilizza Cleanroom Recovery per proteggere le proprie infrastrutture critiche, tra cui file server, server applicativi, server SQL, controller di dominio virtuali e server di stampa. «Utilizziamo Office 365 e ci affidiamo a Commvault Cloud per il backup di quell’infrastruttura», spiega Sam. «In caso di violazione, il nostro obiettivo prioritario sarà recuperare quei controller di dominio, quei file server e quei server SQL.»

La soluzione si è rivelata particolarmente adatta all’ambiente di SMMPA. «Devo davvero rendere merito a Commvault e ai suoi team per Cleanroom Recovery», afferma Sam. «La nostra polizza assicurativa contro i rischi informatici pone grande enfasi sui backup in ambiente isolato e sulla scansione dei dati inattivi alla ricerca di malware, quindi Cleanroom Recovery è la soluzione perfetta».

Il valore della fiducia

Sebbene la SMMPA abbia avuto la fortuna di non dover affrontare un vero e proprio attacco informatico che richiedesse l’intervento di Cleanroom Recovery, questa soluzione offre al team una preziosa tranquillità. «Mi dà un maggiore senso di sicurezza sapere che, se dovesse succedere qualcosa, saremmo in grado di tornare operativi in un lasso di tempo ragionevole», afferma Alan. «Cleanroom Recovery ci dà la certezza di poter ripristinare i nostri sistemi senza preoccuparci che qualcosa di dannoso venga reintrodotto insieme ai dati. Nulla è mai garantito al 100%, ma da quando abbiamo implementato Cleanroom Recovery, ho avuto molte meno preoccupazioni». L’organizzazione effettua test annuali delle proprie procedure di Cleanroom Recovery e prevede di aumentarne la frequenza fino a renderli semestrali. Questa verifica periodica consente al team di mantenere la familiarità con il processo di ripristino e di preservare la fiducia nella propria capacità di rispondere efficacemente a qualsiasi incidente.

«Cleanroom Recovery ci offre la certezza che, se dovesse succedere qualcosa, saremmo in grado di tornare operativi in un lasso di tempo ragionevole, senza dover temere – o con il minimo timore – che nei dati ripristinati siano presenti elementi dannosi.»

– Alan Wagner, Responsabile IT e sicurezza informatica aziendale, SMMPA Mentre SMMPA continua a perfezionare la propria strategia di sicurezza informatica, Cleanroom Recovery rappresenta un pilastro fondamentale della sua strategia di difesa. La semplice integrazione con l’infrastruttura Commvault già esistente, unita alle funzionalità specifiche che soddisfano i requisiti della sua assicurazione contro i rischi informatici, ne hanno fatto una scelta ovvia. Cara Peterson è responsabile del servizio “Voice of the Customer” presso Commvault.


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