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Quanto è protetto il vostro viaggio nel Cloud ?

Le aziende stanno accelerando rapidamente il passaggio al cloud pubblico per sfuggire alle complessità dell’infrastruttura, sfruttando al contempo l’innovazione, la scalabilità e i vantaggi economici offerti dal cloud pubblico. Questo cambiamento ha trasformato l’IT moderno da un centro di costo, incentrato sulla gestione dell’infrastruttura, a un motore di valore aziendale, incentrato sullo sfruttamento dei dati.


Il cloud pubblico ha apportato un valore enorme alle aziende, ma è necessario un nuovo modo di pensare. Senza un nuovo modo di pensare, si è destinati a ritrovarsi ad affrontare le stesse sfide di prima, poiché queste vi seguiranno nel vostro nuovo percorso.

Negli ultimi dieci anni, il percorso verso il cloud ha fornito tre grandi insegnamenti che hanno plasmato il modo in cui le imprese affrontano il cloud nell’era attuale. Lo “Shadow IT” ha messo in luce il valore dell’agilità e della scalabilità, ma ci ha anche fatto capire che è necessaria una mentalità incentrata sulla sicurezza, dato che i dati si disperdono tra i vari cloud. L’era del “cloud-first” ci ha ricordato che il cloud è costoso se si applicano le stesse metodologie on-premise nel cloud pubblico. L’obiettivo dell’era odierna, che mi piace definire «era del cloud intelligente», è accelerare il passaggio al cloud in modo intelligente, sfruttando l’innovazione, la scalabilità e i vantaggi economici del cloud pubblico.

Una funzione aziendale fondamentale che non si è evoluta lungo questo percorso è la protezione dei dati. Se si osserva il data center odierno, le metodologie di protezione dei dati sono solide e includono la replica tra array di storage, snapshot, backup, backup replicati e backup su nastro per l’archiviazione off-site. Nel cloud pubblico, invece, le soluzioni di protezione dei dati sono minime, specialmente per quanto riguarda il backup. Le opzioni attualmente disponibili comprendono una versione virtualizzata (o “adattamento al cloud”) dello stesso prodotto di backup legacy che utilizzate oggi nel vostro data center oppure snapshot a livello di volume che dovete orchestrare nel cloud pubblico. Diamo un’occhiata alle sfide poste da ciascuna di queste opzioni.

Prodotto di backup legacy – “Cloud Retrofit”

I prodotti di backup tradizionali sono presenti nei data center da anni. La maggior parte di queste soluzioni ha 10, se non addirittura 30 anni. Come abbiamo visto nell’era del “cloud-first”, il semplice trasferimento dei prodotti esistenti sotto forma di Appliance virtualizzate, anche con un modello di “consumo simile al cloud”, comporta complessità, costi più elevati, una fattura per il software, una fattura per il cloud e una mancanza di scalabilità e agilità. Senza riprogettare o ricostruire questi prodotti di backup partendo dal cloud, il risultato è lo stesso: le stesse sfide on-premise da cui le aziende stanno cercando di sfuggire.

Gestione degli snapshot nativi del cloud

La maggior parte delle aziende, rendendosi conto della complessità e delle false promesse dei prodotti di backup tradizionali, ha deciso di sviluppare autonomamente i propri gestori di snapshot o di orchestrare la creazione di tali snapshot. Gli snapshot sono adatti per un ripristino rapido di un volume a un determinato punto nel tempo, ma non sono in grado di garantire un buon rapporto costo-efficacia a lungo termine, funzionalità di ricerca dei file o ripristini di singoli file con facilità. Immaginate di aver cancellato accidentalmente alcuni file su più volumi, di dover tornare indietro nel tempo per un’e-discovery o di aver bisogno di dati di 5 anni fa a scopo di confronto. Avere gli snapshot come unico strumento rende la vita davvero difficile. Un’altra fonte di preoccupazione è l’archiviazione dei dati primari e degli snapshot nello stesso account, il che comporta un rischio aggiuntivo di attacchi da parte di ransomware o malintenzionati che potrebbero compromettere sia i dati che il “backup”. Per ovviare a questo problema, molti utenti copiano i propri snapshot su altri account per tenerli separati, il che comporta costi aggiuntivi per il traffico in uscita. Come se ciò non bastasse, la maggior parte delle aziende dispone di decine, se non migliaia, di account nel cloud pubblico, quindi la sfida cresce in modo esponenziale.

Ciò di cui le aziende hanno bisogno è una soluzione SaaS per la protezione dei dati che sia sicura, semplice e prevedibile, in grado di accompagnarle nel loro percorso di migrazione verso il cloud. Noi di Clumio abbiamo il vantaggio di poter sviluppare prodotti in un mondo “cloud-first”, creando servizi nativi a partire dal cloud, senza prodotti o servizi legacy nella nostra piattaforma da modificare o far evolvere. Sviluppiamo prodotti che offrono ai nostri clienti un vantaggio competitivo, eliminando la complessità delle soluzioni di backup legacy e proteggendo i dati mentre le aziende accelerano il loro percorso verso il cloud pubblico. Riteniamo che il backup debba essere un servizio fornito all’azienda con una configurazione che richieda appena 10 minuti, l’individuazione rapida di tutte le risorse di dati, la ricerca globale e il Recovery di singoli file, volumi o applicazioni, il tutto con un approccio che metta la sicurezza al primo posto. E questo è solo l’inizio. Nel mio prossimo post sul blog approfondiremo come Clumio risolva la sfida della protezione dei dati in un ambiente multi-cloud.

Abbiate cura di voi e rimanete “autentici”, miei cari amici di SaaSy.

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