Skip to content
Resilienza informatica, Recovery in caso di disastri

Il sondaggio dice: Cyber Recovery è più complicato del ripristino di emergenza

Non è tutto bianco o nero quando si parla di disaster recovery o di cyber recovery. Nonostante le differenze, molte organizzazioni integrano la pianificazione del CR nei loro programmi di DR più ampi.


Qual è la differenza tra il disaster recovery e il cyber recovery? Sebbene a prima vista possano sembrare simili, un’analisi più approfondita rivela differenze significative.

Abbiamo collaborato con ESG per approfondire queste distinzioni, intervistando 500 leader del settore IT e della sicurezza in tutto il mondo. I risultati, illustrati nel rapporto “Preparedness Gap: Why Cyber-Recovery Demands a Different Approach From Disaster Recovery”, evidenziano la maggiore complessità e portata del cyber recovery (CR).

Questo rapporto gratuito è ricco di dati che potrebbero cambiare il vostro approccio al CR.

6 Risultati chiave

1. Il livello di fiducia non è elevato

Solo il 26% degli intervistati è sicuro della propria capacità di proteggere tutte le applicazioni e i dati mission-critical. E solo il 20% è convinto di proteggere tutte le applicazioni e i dati necessari per rimanere operativi.

2. Complessità e differenziazione

Il CR è notevolmente più complesso rispetto al tradizionale disaster recovery (DR). Tra gli intervistati, il 70% afferma che il CR è più complesso, richiede più tempo o entrambe le cose. Sebbene entrambi mirino a ripristinare le operazioni, il CR prevede ulteriori passaggi per garantire il successo del ripristino.

3. Maggiori sfide per il recupero informatico

Quasi tutti gli intervistati (91%) affermano che la complessità della risposta agli incidenti informatici (CR) inizia con la necessità di dedicare tempo e risorse considerevoli all’analisi forense per determinare la portata complessiva dell’incidente. Inoltre, l’85% sostiene che il ripristino senza creare un ambiente “cleanroom” comporti un rischio significativo di reinfezione. Una percentuale simile di intervistati (83%) teme che affrettare il ripristino a seguito di un incidente informatico possa distruggere prove preziose.

4. Processi e tecnologie specializzate

Non sono solo i passaggi aggiuntivi a rendere il CR più complicato. Un CR efficace richiede anche processi e tecnologie specializzate. Il 64% degli intervistati afferma che le tecnologie per il CR sono più complesse rispetto a quelle del DR tradizionale. E le competenze del personale rappresentano un problema. Il 59% degli intervistati riferisce che trovare e trattenere personale con le competenze giuste è più difficile per il CR che per il DR.

5. Gli attacchi non prendono di mira solo i dati

I pagamenti tramite ransomware sono tipicamente motivati da esigenze di RTO, quindi gli aggressori sanno che l’eliminazione dell’infrastruttura di backup aggraverà la situazione per la vittima. Tra i nostri intervistati, il 92% dichiara di aver subito attacchi che hanno esplicitamente come obiettivo i backup e il 71% afferma che questo tipo di attacchi rappresenta la metà o più di tutti gli attacchi. La buona notizia è che quasi tutti (il 96%) riferiscono di aver adottato misure aggiuntive per proteggere almeno una parte o la totalità delle proprie copie di backup.

6. Allineamento con il disaster recovery

Non è tutto bianco o nero quando si parla di DR e CR. Nonostante le differenze, molte organizzazioni integrano la pianificazione della CR nei propri programmi di DR più ampi. Oltre il 52% delle organizzazioni include la CR come parte della propria strategia di DR e, anche se gestita separatamente, vi è un elevato grado di allineamento nei processi e nei protocolli.

Perché è importante dare un’enfasi diversa al Recovery informatico

Siamo onesti: gli attacchi ransomware sono davvero spiacevoli. A parte l’ovvia perdita di dati e i tempi di inattività:

  • Il 44% degli intervistati segnala danni alla reputazione e perdita di clienti.
  • Il 42% denuncia il furto di dati sensibili da parte di dipendenti, clienti o partner.
  • Il 40% segnala violazioni della conformità.
  • Il 32% afferma che tali attacchi hanno comportato responsabilità nei confronti di terzi o azioni legali.

Dal punto di vista finanziario, quasi un quarto degli intervistati (23%) ha dichiarato di aver pagato un riscatto lo scorso anno, con un pagamento medio di quasi 3 milioni di dollari. Data l’elevata posta in gioco, è fondamentale imparare tutto il possibile per preparare la propria organizzazione ad affrontare le complessità della CR.

Date un’occhiata al rapporto completo qui. Se state cercando di rafforzare le vostre capacità di CR, vi invito a dare un’occhiata a «Beyond Disaster Recovery: Perché è necessaria una strategia diversa quando il ransomware colpisce».

Per saperne di più

Guardate il nostro webinar “Cracking the Code: Recuperare il 99% più velocemente dagli attacchi informatici” per scoprire come migliorare il vostro piano di ripristino informatico e ridurre al minimo i tempi di inattività.

E date un’occhiata anche a questi altri articoli della nostra serie sulla resilienza informatica e sulla fattibilità minima:

Altri post correlati


Thumbnail_Blog_Ready-or-Not-Ep5-Data

Dati: quando «troppo» diventa «mai abbastanza»

Per saperne di più su Dati: quando troppo diventa mai abbastanza
Thumbnail_Blog_Ready-or-Not-Ep5-Data

Dati: quando troppo diventa mai abbastanza

Per saperne di più su "Dati: quando troppo diventa mai abbastanza"
Thumbnail_Blog_Ransomware-Trends-2025-1

Perché i rischi informatici moderni richiedono una resilienza informatica completa

Per saperne di più su Perché i rischi informatici moderni richiedono una resilienza informatica completa