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Resilienza informatica e sicurezza dei dati

Il lato umano della resilienza informatica

Perché Recovery non riguarda solo la tecnologia, ma anche le persone, la pressione e il modo in cui i team reagiscono realmente quando conta.


Quando si parla di resilienza informatica, il dibattito ruota solitamente attorno alla tecnologia: strumenti, piattaforme, automazione. Tutto questo è importante. Ma quando qualcosa va storto, non sono questi gli elementi che determinano l’efficacia della risposta di un’organizzazione. Sono le persone. In questa puntata di STRIVE, ho intervistato la dott.ssa Jessica Barker, co-CEO di Cygenta ed esperta di spicco degli aspetti umani e psicologici della sicurezza informatica. Le ho chiesto di approfondire un aspetto della resilienza che non sempre riceve la dovuta attenzione: il lato umano. Cosa succede quando la pressione aumenta, quando bisogna prendere decisioni in fretta e quando i team sono costretti a collaborare in modi a cui potrebbero non essere abituati? Guarda l’episodio completo per scoprire cosa ha detto.

Punti chiave: cosa ci rivela il lato umano

  • La tecnologia non fallisce da sola: le persone e i processi influenzano sempre il risultato.
  • La sicurezza di sé sotto pressione deriva dalla preparazione, non dall’istinto.
  • Una chiara attribuzione delle responsabilità decisionali contribuisce a ridurre le esitazioni durante gli incidenti.
  • La fiducia tra i team contribuisce ad accelerare la risposta e il ripristino.
  • La cultura svolge un ruolo significativo nella resilienza: non si tratta solo di strumenti o di architettura.

Quando il piano si scontra con la realtà

Ogni organizzazione ha un piano. È documentato, rivisto e spesso approvato ai livelli più alti. Ma la vera prova non sta in come quel piano appare sulla carta, bensì in come regge quando le persone si trovano sotto pressione.

Perché è in quel momento che le cose cambiano. Le decisioni non seguono sempre il copione. La comunicazione non è sempre chiara. Le priorità cambiano in tempo reale. E in quei momenti, la resilienza non riguarda tanto il processo quanto il comportamento.

Anteprima: la resilienza informatica come norma culturale

In questo punto dell’episodio, il dottor Barker sottolinea l’importanza di allineare la sicurezza informatica ai valori dell’organizzazione. Anziché considerare la sicurezza come un ostacolo, le organizzazioni resilienti la integrano nella propria cultura, come fattore che favorisce la produttività, l’ottimismo e la crescita aziendale.

Il ruolo della fiducia

Uno dei temi ricorrenti in questa conversazione è la fiducia. Non la fiducia negli strumenti, ma la fiducia nelle persone che li utilizzano.

I team che ottengono buoni risultati durante gli incidenti non agiscono alla cieca. Hanno già affrontato scenari simili in passato. Si sono esercitati. Sanno come reagire, anche quando le condizioni non sono ideali. Questa fiducia si manifesta in piccoli dettagli, come decisioni potenzialmente più rapide, una comunicazione più chiara e meno ripensamenti. E col passare del tempo, queste piccole differenze possono tradursi in una risposta significativamente più efficace.  

Il processo decisionale sotto pressione

Quando qualcosa va storto, la rapidità è importante, ma la chiarezza lo è ancora di più.

  • Chi può prendere decisioni?
  • Di quale autorità dispongono?
  • Quando dovrebbero rivolgersi a un superiore?

Se le risposte a queste domande non sono chiare, i team esitano. E l’esitazione crea lacune. Uno degli aspetti più importanti della resilienza non è solo definire i processi, ma anche definire la responsabilità delle decisioni. Quando le persone conoscono il proprio ruolo, tendono ad agire più rapidamente e con maggiore sicurezza.

La fiducia è il moltiplicatore

La tecnologia può aiutare a garantire risposte migliori e più rapide, ma la fiducia può accelerarle. Nella maggior parte delle organizzazioni, i team operano in modo autonomo. La sicurezza si concentra sulle minacce, l’infrastruttura sui sistemi e le operazioni sul Recovery. Questa separazione funziona… finché un incidente non costringe tutti a collaborare. È proprio in quel momento che la fiducia diventa fondamentale. I team che si fidano l’uno dell’altro:

  • Condividono le informazioni con maggiore libertà.
  • Collaborano in modo più efficace.
  • Si concentrano sui risultati anziché sulle responsabilità.

Senza quella fiducia, anche i processi meglio progettati possono fallire.

Perché la preparazione è ancora importante

È facile pensare che le persone di grande carisma possano gestire una risposta. Ma anche i team più esperti fanno affidamento sulla preparazione, come esercitazioni teoriche, simulazioni, esercitazioni tra team e così via. Sono queste attività a costruire quella memoria muscolare su cui i team fanno affidamento quando si verificano incidenti reali. Senza quella preparazione, anche i team più capaci sono costretti a improvvisare.

Guarda l’episodio completo

In questa puntata di STRIVE, approfondiamo:

  • In che modo il comportamento umano influisce sulla risposta agli incidenti.
  • Perché la chiarezza nelle decisioni è importante quando si è sotto pressione.
  • Cosa distingue le squadre sicure di sé da quelle che agiscono in modo reattivo.
  • In che modo la cultura influisce sui risultati del recupero.
  • Su quali aspetti le organizzazioni dovrebbero concentrarsi per rafforzare la propria resilienza.

Guardalo subito. Se stai riflettendo sul concetto di resilienza al di là della tecnologia, questa conversazione merita sicuramente la tua attenzione.

Domande frequenti

D: Perché è importante l’aspetto umano della resilienza?

R: Perché non è la tecnologia da sola a determinare i risultati, ma le persone. Le loro decisioni, la loro comunicazione e il modo in cui agiscono sotto pressione sono la chiave del successo.

D: Che ruolo ha la preparazione nella resilienza?

R: La preparazione aiuta a rafforzare la fiducia in se stessi e la memoria muscolare, consentendo ai team di reagire in modo più efficace nelle situazioni reali.

D: In che modo la fiducia influisce sulla risposta agli incidenti?

R: La fiducia contribuisce a rendere più rapida la collaborazione, più chiara la comunicazione e più efficiente il processo decisionale tra i vari team.

D: Perché è fondamentale che la responsabilità delle decisioni sia chiara?

A: In assenza di una chiara attribuzione delle responsabilità, i team tendono a esitare, il che può rallentare la risposta e aumentare i rischi.

D: Gli strumenti efficaci possono compensare la debolezza dei processi?

A: No. Gli strumenti favoriscono la resilienza, ma senza processi solidi e un buon allineamento non possono garantire risultati efficaci.

D: Da dove dovrebbero iniziare le organizzazioni per migliorare?

A: Concentrandosi sull’allineamento tra i team, su strutture decisionali chiare e su test periodici basati su scenari.

Darren Thomson è vicepresidente e direttore tecnico (CTO) per l’area EMEA presso Commvault.

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