Nel nostro recente webinar “Thrive in Chaos: How to Get Your Minimum Viable Company Back Online”, Michael Stempf, vicepresidente della divisione Product Experience di Commvault, ha fornito preziose indicazioni e strategie per aiutare le organizzazioni non solo a sopravvivere, ma anche a prosperare di fronte alle minacce informatiche.
Ecco un’anteprima dei punti salienti:
1. Definisci la tua “azienda minimamente funzionante”.
L’MVC si concentra sulle operazioni fondamentali necessarie per riprendere rapidamente l’attività dopo un attacco informatico. A differenza dei tradizionali piani di Recovery di emergenza, che danno priorità alla rapidità e alla minima perdita di dati, l’approccio MVC prevede che vengano ripristinati per primi solo i dati e i sistemi essenziali. Ad esempio, un elenco prioritario dei sistemi aziendali da ripristinare per primi potrebbe includere:
- Servizi Active Directory per un accesso sicuro e scalabile.
- Sistemi di comunicazione sicuri, come la posta elettronica e la messaggistica.
- Dati fondamentali per garantire il regolare svolgimento delle operazioni e soddisfare le esigenze dei clienti.
- Infrastruttura operativa necessaria per l’esecuzione di applicazioni mission-critical.
Questa strategia aiuta le organizzazioni a ridurre al minimo i tempi di inattività e a garantire il funzionamento delle operazioni critiche. Per saperne di più sulla “minima fattibilità”, clicca qui.
2. Integrare la protezione dei dati e il rilevamento delle anomalie.
L’integrazione del rilevamento delle anomalie e delle minacce con la protezione dei dati è fondamentale per garantire l’integrità dei dati durante la Recovery. Ciò comporta l’analisi dei dati alla ricerca di modelli insoliti e l’integrazione con strumenti di sicurezza di terze parti per individuare gli indicatori di compromissione e gli indicatori di attacco. In questo modo, le organizzazioni possono contribuire a impedire il ripristino di dati infetti e ridurre il rischio di reinfezione.
3. Configurare ambienti di Recovery isolati.
Gli IRE basati su cloud, come Commvault® Cloud Cleanroom™ Recovery, sono essenziali per un efficace ripristino informatico. Questi ambienti, creati in modo dinamico, elastico e sicuro, riducono il rischio di reinfezione e minimizzano i costi rispetto ai tradizionali IRE on-premise. Gli IRE basati su cloud possono essere configurati rapidamente, in genere entro 30 minuti, e sono scalabili in base alle esigenze, garantendo così l’integrità e la sicurezza dei dati.
4. Effettuare controlli regolari.
Test regolari ed esercitazioni di simulazione di situazioni di crisi sono fondamentali per sviluppare la “memoria muscolare” e verificare che il piano di Recovery informatico funzioni in modo efficace. La collaborazione interfunzionale durante questi test è cruciale, poiché aiuta a identificare e risolvere i problemi prima che si verifichi un vero e proprio attacco informatico.
Come ha osservato Michael, la mancanza di “memoria muscolare” è uno dei motivi principali per cui le organizzazioni impiegano in media 24 giorni per ripristinare un livello minimo di operatività. Test regolari e una collaborazione interfunzionale possono contribuire a ridurre questi tempi di inattività e a minimizzare i costi.
Sfide nel campo del Cyber Recovery
Il webinar affronta il tema dei costi significativi associati agli attacchi informatici, compreso il costo medio di una violazione e il costo dei tempi di inattività (attenzione, spoiler: si tratta di cifre elevate). Ma non è solo il costo a rappresentare una sfida; Michael spiega perché il Recovery dopo un attacco informatico sia, in particolare, più complicato rispetto al tradizionale Recovery in caso di disastri.
Avete un piano di Recovery in caso di disastri? Ottimo. Ma, come spiega lui, vi serve anche un piano di Recovery informatico, per una miriade di ragioni. Date un’occhiata a questo rapporto, leggete questo ebook e guardate il webinar on demand per saperne di più sulle differenze e comprendere meglio come avere successo nel caos.