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TINTON FALLS, NJ – 10 settembre 2024 – Commvault, fornitore leader di soluzioni di resilienza informatica e protezione dei dati per le organizzazioni che utilizzano il cloud ibrido, ha pubblicato oggi nuove informazioni fondamentali tratte dal suo "Cyber Recovery Readiness Report 2024". Questo sondaggio globale, condotto su 1.000 professionisti della sicurezza e dell’IT in 11 paesi, rivela interessanti cambiamenti comportamentali tra le organizzazioni che hanno subito violazioni e quelle che non ne hanno subite.
L’indagine di Commvault, condotta in collaborazione con GigaOm, mostra che le organizzazioni che hanno subito incidenti informatici in passato non vogliono ripetere la stessa esperienza. Di conseguenza, spesso rivalutano e investono in strategie di resilienza informatica e di Recovery in modo molto significativo. Secondo l’indagine:
- Aumentano gli investimenti nella resilienza informatica: le organizzazioni che hanno subito una violazione spendono quasi il 30% in più in misure di sicurezza informatica rispetto a quelle che non ne hanno subita.
- Si presta maggiore attenzione alla comprensione dei profili di rischio dei dati: le organizzazioni che hanno subito una violazione sono quasi 2,5 volte più propense a dare priorità alla comprensione dei propri profili di rischio dei dati, che evidenziano i tipi di dati e i relativi livelli di rischio.
- Viene data priorità ai test di Readiness informatica: le organizzazioni che hanno subito violazioni conducono più test per individuare le lacune nei propri piani di Readiness informatica. Il 20% delle organizzazioni che non hanno subito violazioni non testa affatto il proprio piano di Recovery, mentre tale percentuale scende al 2% per le organizzazioni che hanno subito violazioni.
L’impatto di questi ulteriori investimenti e dell’attenzione alla resilienza informatica è significativo. Secondo il sondaggio, le organizzazioni vittime di violazioni che hanno investito in piani di Recovery informatico completi si riprendono il 41% più velocemente rispetto alle loro controparti meno preparate. In termini di tempi di Recovery specifici, le organizzazioni che hanno subito una violazione dichiarano di avere il 32% di probabilità in più di ripristinare la propria operatività entro 48 ore rispetto a quelle che non hanno subito alcuna violazione – un risultato di gran lunga migliore rispetto ai tempi di Recovery indicati da altri intervistati, che potrebbero arrivare a tre settimane o più. Questa riduzione dei tempi di inattività può tradursi in risparmi significativi, sia in termini di perdite finanziarie dirette sia per quanto riguarda il mantenimento della fiducia dei clienti e della reputazione del marchio.
«Abbiamo tutti sentito dire che “con il senno di poi si vede tutto chiaramente”, e questo non potrebbe essere più vero quando si tratta dei risultati di questo sondaggio», ha affermato Brian Brockway, Chief Technology Officer di Commvault. «Il nostro sondaggio mostra che le organizzazioni più resilienti sono quelle che testano e perfezionano continuamente le proprie strategie di Recovery, imparando da ogni incidente per rafforzare le proprie difese. È questa mentalità proattiva, piuttosto che la spesa reattiva, a fare la differenza».
Proprio come l’assicurazione sanitaria, dove il costo della copertura spesso supera di gran lunga le potenziali spese per le emergenze mediche, la Readiness per il ripristino informatico ha uno scopo simile. Il rapporto sottolinea che i costi derivanti da una violazione – che vanno dall’interruzione operativa alle sanzioni normative – superano di gran lunga le spese per le misure proattive di resilienza informatica.
«I risultati dovrebbero rappresentare un invito all’azione per tutte le organizzazioni, non solo per quelle che hanno subito una violazione», ha affermato Chris Ray, analista di sicurezza informatica presso GigaOm. «Le minacce informatiche sono in continua evoluzione, e lo stesso devono essere le strategie per contrastarle. Si tratta di adottare un approccio olistico alla resilienza informatica che integri persone, processi e tecnologia, garantendo la Readiness a ogni livello».
Oltre a questi risultati, Commvault e GigaOm sono riusciti a individuare cinque capacità chiave, dette anche “indicatori di resilienza”, che, se implementate insieme, hanno aiutato le aziende a riprendersi più rapidamente dagli attacchi informatici e a subire un minor numero di violazioni rispetto alle aziende che non hanno seguito lo stesso percorso. Questi cinque indicatori di resilienza sono emersi dopo che i team di analisi dei dati hanno esaminato attentamente i risultati dello stesso sondaggio su una serie di argomenti, tra cui: la frequenza con cui le aziende subivano violazioni, quali tecnologie di resilienza venivano (o non venivano) implementate e la rapidità con cui le aziende erano in grado di recuperare i dati e riprendere le normali operazioni. Per saperne di più sui cinque indicatori di resilienza, clicca qui.
Ulteriori informazioni:
- Consulta il rapporto completo “Cyber Recovery Readiness Report”
- Partecipa al webinar “Business Uninterrupted: Readiness Strategies from the Trenches of a Breach” | 18 settembre 2024 alle 13:00 ET
Metodologia
Commvault, in collaborazione con GigaOm, ha condotto questo studio inaugurale su 1.000 intervistati in 11 paesi nell’aprile 2024 per comprendere meglio le loro opinioni sulla Readiness informatica e il grado di Readiness delle loro organizzazioni di fronte alle minacce informatiche. Gli intervistati provenivano da aziende con un fatturato annuo di almeno 10 milioni di dollari, la maggior parte delle quali con un fatturato pari o superiore a 500 milioni di dollari. Il 35% degli intervistati era costituito da membri del consiglio di amministrazione o dirigenti di alto livello (C-Suite), il 48% da dirigenti di livello senior e il restante 17% da dirigenti di livello intermedio o junior. Gli 11 paesi inclusi nel sondaggio sono Australia, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Regno Unito e Stati Uniti.
Informazioni su Commvault
Commvault (NASDAQ: CVLT) è il punto di riferimento nella resilienza informatica e aiuta oltre 100.000 organizzazioni a proteggere i dati e le aziende a rimanere resilienti e a progredire. Oggi, Commvault offre l’unica piattaforma di resilienza informatica che combina la massima sicurezza dei dati e un Recovery rapido su scala aziendale per qualsiasi carico di lavoro, ovunque, al TCO più basso.