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Intelligenza artificiale e innovazione, resilienza informatica e sicurezza dei dati

L'intelligenza artificiale non aspetta – e nemmeno la partnership tra HPE e Commvault

Un anno fa, in occasione dell’HPE Discover, abbiamo avuto un’illuminazione importante.


Abbiamo annunciato un rafforzamento della partnership strategica tra Commvault e HPE, fondata sulla convinzione condivisa che la protezione dei dati e la resilienza informatica debbano evolversi di pari passo con le infrastrutture moderne. E se eravate presenti in sala durante il discorso di Antonio Neri o l’avete seguito online, forse ricorderete che Commvault è stata menzionata sul palco. All’epoca, mi era sembrata una forte dichiarazione d’intenti.

Oggi, mentre torniamo a Las Vegas, ci sembra che ci sia qualcosa di più: l’attuazione. Lo slancio. E una reale opportunità per costruire un’infrastruttura IT moderna e resiliente per i clienti.

Cosa è cambiato nell’ultimo anno

Negli ultimi dodici mesi, il tono delle conversazioni che intratteniamo con i clienti è cambiato, ma lo stesso vale per il contesto in cui operano. Sì, il volume dei dati sta aumentando. Sì, l’intelligenza artificiale sta avanzando a passi da gigante. E sì, è assolutamente necessario disporre di un piano di resilienza per l’intelligenza artificiale. Ma ciò che è cambiato è anche la natura del rischio.

Stiamo entrando in quella che molti definiscono l’era dell’IA di frontiera, in cui modelli avanzati come Mythos stanno cambiando radicalmente la velocità con cui le vulnerabilità vengono individuate e sfruttate.

Forse avrete notato che, in un recente annuncio di Commvault, abbiamo sottolineato come questi modelli stiano riducendo a pochi minuti quelli che un tempo erano cicli di sfruttamento della durata di settimane, restringendo drasticamente il margine di tempo a disposizione delle organizzazioni per reagire o ripristinare i sistemi. Gli attacchi stanno diventando più automatizzati, più autonomi e più immediati. Ciò significa che ciò che pensavate di sapere potrebbe non essere più valido:

  • che avrete il tempo di applicare una patch prima che qualcuno ne approfitti
  • che il ripristino possa avvenire «a posteriori»
  • che quel backup sia sufficiente

È questo che è davvero cambiato.

È per questo che le discussioni che stiamo avendo oggi – con i clienti, con i partner e in tutto il settore – non vertono tanto sul fatto che qualcosa possa accadere, quanto piuttosto sulla rapidità con cui è possibile riprendersi quando ciò accade. Ed è anche per questo che l’innovazione congiunta con partner come HPE – che ci permette di introdurre sul mercato nuove soluzioni differenziate in grado di risolvere le sfide concrete dei clienti e rafforzare la nostra resilienza informatica – è così incredibilmente preziosa.

Tre ambiti in cui questa collaborazione si è evoluta

Se facciamo un passo indietro e guardiamo all’anno appena trascorso di questa collaborazione, classificherei i progressi compiuti con HPE in tre aree ben distinte.

#1 – Una maggiore integrazione tecnica proprio dove conta di più

Siamo andati ben oltre la produzione e la protezione nell’ambito dell’infrastruttura di storage, arrivando alle piattaforme di runtime. Pertanto, non solo garantiamo una gestione semplificata degli snapshot e un ripristino più rapido su tutte le tecnologie di storage HPE, come HPE Alletra Storage MP o HPE StoreOnce, ma non ci fermiamo al livello dello storage. Un ottimo esempio in tal senso è la protezione senza agenti per le macchine virtuali (VM) gestite tramite il software HPE Morpheus.

La virtualizzazione sta attraversando in questo momento una fase di profonda trasformazione. I clienti non si limitano a valutare alternative, ma stanno attivamente migrando. E questo comporta dei rischi. Il nostro obiettivo è stato quello di contribuire a garantire che la protezione non venga interrotta e possa rimanere costante durante (e dopo) tali transizioni.

La protezione senza agenti aggiunge un ulteriore livello per semplificare il tutto, eliminando le dipendenze che possono rallentare o complicare le migrazioni e contribuendo al contempo a garantire la protezione delle macchine virtuali in tutti gli ambienti. Questo livello di integrazione a tutti i livelli della piattaforma consente ai clienti di accelerare la propria strategia di migrazione delle macchine virtuali in tutta sicurezza e secondo le proprie esigenze, garantendo una maggiore agilità operativa, una riduzione dei rischi e un maggiore risparmio sui costi.

#2 – Un maggiore allineamento unificato nella strategia di commercializzazione – e una soluzione di resilienza più completa per i clienti

Il secondo cambiamento ha riguardato il modo in cui ci presentiamo insieme sul mercato – e ciò che offriamo ai clienti come suite di soluzioni integrate. Gran parte di ciò è dovuto al ruolo del software HPE Zerto di Commvault.

Grazie a una più profonda integrazione di HPE Zerto in Commvault Cloud, abbiamo potenziato le funzionalità della nostra piattaforma relative alla protezione continua dei dati, ai carichi di lavoro e alla mobilità dei carichi di lavoro, che consentono ai clienti di modernizzare le proprie piattaforme e ripristinare rapidamente i carichi di lavoro per garantire la continuità operativa in caso di interruzioni. E, più recentemente, abbiamo introdotto una soluzione rivoluzionaria con Commvault Flex basata sull’infrastruttura HPE, una soluzione full-stack che si fonda su:

  • HPE Alletra Storage MP X10000: soluzione di storage all-flash ad alte prestazioni per il ripristino accelerato di dati oggetto e file
  • Server HPE ProLiant Compute per un’elaborazione sicura e di livello aziendale
  • E una piattaforma di cyber-resilienza all’avanguardia nel settore, sufficientemente flessibile e scalabile da poter sfruttare appieno tali prestazioni.

Flex risolve le sfide dei clienti nella protezione dei carichi di lavoro ad alta intensità di dati, come i data lake da diversi petabyte che alimentano le applicazioni di intelligenza artificiale e analisi dei dati. Grazie a Commvault Flex, basato sulla tecnologia HPE, i clienti ottengono una soluzione integrata che accelera il ripristino, semplifica l’implementazione, è facilmente scalabile e può aiutarli a raggiungere i propri obiettivi di resilienza e a rispettare gli SLA di ripristino per i dati fondamentali che alimentano la loro attività.

Un altro ambito che è diventato davvero centrale per noi nell’ultimo anno è GreenLake di HPE. Man mano che i clienti si addentrano sempre più nell’IA, una cosa che diventa chiara piuttosto rapidamente è che il modo in cui l’infrastruttura viene fornita e utilizzata è importante tanto quanto ciò che la alimenta sotto il cofano. C’è un bisogno crescente di ambienti in grado di scalare, adattarsi ed evolversi di pari passo con questi carichi di lavoro di IA senza aggiungere ulteriore complessità. È qui che GreenLake diventa una parte così importante del dibattito. Non è solo una piattaforma: rappresenta il modo in cui molti clienti stanno iniziando a concepire la creazione di un’infrastruttura pronta per l’IA e a diventare un’impresa proattiva. Per noi, ciò significa puntare ancora di più sul ruolo di Commvault in quell’ecosistema, continuando a investire in un’integrazione più stretta e in un’esperienza ottimizzata. È un’area che ci entusiasma molto, e in cui continuerete a vedere entrambi i team lavorare insieme per andare avanti.

#3 – Risultati concreti ottenuti dai clienti a conferma della direzione intrapresa

Il terzo ambito – e probabilmente il più importante – è quello che osserviamo negli ambienti dei clienti. Stiamo iniziando a vedere questa architettura affermarsi in modo significativo. Ad esempio:

  • Una grande banca europea ha sfruttato la soluzione combinata di Commvault e HPE per rafforzare la resilienza informatica dei sistemi bancari mission-critical, garantendo al contempo il rispetto dei requisiti normativi, come la conformità alla normativa DORA. Ciò che ha fatto la differenza in questo caso è stata la combinazione dei vantaggi architettonici di Commvault e della stretta integrazione con lo storage HPE Alletra Storage MP X10000 ad alte prestazioni, che ha consentito al cliente di raggiungere obiettivi di ripristino che altre soluzioni non erano in grado di eguagliare.
  • Un’importante organizzazione di gaming online in Sudafrica ha intrapreso un percorso leggermente diverso, concentrandosi sulla disponibilità e sul tempo di attività della propria piattaforma. In questo caso, l’integrazione di HPE Zerto nella più ampia offerta di Commvault ha consentito una replica continua e un ripristino più rapido, supportando un ambiente ad alta disponibilità in cui anche brevi interruzioni hanno un impatto sul business. Il cliente ha ottenuto un’offerta di resilienza più completa, fornita end-to-end da Commvault per un processo di approvvigionamento e assistenza più snello.

Casi d’uso diversi, ma un tema comune:

I clienti non acquistano più solo soluzioni di backup. Stanno investendo nella resilienza come parte integrante della loro architettura di produzione.

Perché l’infrastruttura ibrida è più importante che mai

Se si allarga l’immagine, il quadro generale risulta chiaro. I carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale stanno amplificando ogni aspetto. I dati sono più numerosi, i cicli sono più veloci e c’è meno tolleranza nei confronti delle interruzioni. E sempre più spesso il fattore limitante non è la potenza di calcolo, bensì i dati: la rapidità con cui è possibile accedervi, l’efficienza con cui possono essere trasferiti e la velocità con cui possono essere recuperati quando si verifica un problema.

Ecco perché piattaforme come HPE Alletra Storage MP X10000 stanno assumendo un ruolo sempre più importante in questo contesto: si tratta di soluzioni di storage ad alte prestazioni e scalabili orizzontalmente, in grado di adattarsi a esigenze estreme in termini di capacità e throughput. E quando vengono integrate in una soluzione come Commvault Flex, danno vita a qualcosa di sempre più importante: un livello di protezione e ripristino in grado di stare effettivamente al passo con l’intelligenza artificiale.

In vista dell’HPE Discover

In vista dell’evento di quest’anno, si respira un’atmosfera diversa. Un anno fa, parlavamo di ciò che avremmo potuto realizzare insieme. Ora, lo stiamo vedendo:

  • Una maggiore integrazione tecnica
  • Un allineamento più chiaro nella strategia di lancio sul mercato
  • E risultati concreti ottenuti dai clienti che confermano la validità di questo approccio

C’è ancora molto lavoro da fare. Ma sembra che siamo arrivati a uno di quei momenti in cui le cose iniziano davvero a decollare. Perché la realtà è semplice: l’intelligenza artificiale non aspetta. E, sempre più spesso, nemmeno la vostra strategia di ripresa può farlo.

Se parteciperete all’HPE Discover 2026, vi invito a passare a dare un’occhiata. Fate due chiacchiere con il nostro team presso il nostro stand. Assistete a una demo. Partecipate alla nostra sessione di approfondimento. Oppure fissate un incontro con i nostri dirigenti per un’analisi più approfondita. Non vedo l’ora di incontrarvi lì – e di scoprire cosa ci riserverà tutto questo incredibile slancio nel corso del prossimo anno.

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