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Resilienza informatica e sicurezza dei dati

Dal rilevamento al ripristino completo: colmare il divario con Commvault e Cisco XDR

Gli attacchi informatici non aspettano il passaggio di consegne, e nemmeno Recovery dovrebbe farlo.


Punti di forza

  • Il semplice rilevamento non è sufficiente: le organizzazioni hanno bisogno di un processo di ripristino integrato e coordinato per ridurre al minimo le interruzioni dell’attività causate dal ransomware.
  • Il cloud tra CISCO XDR e Commvault® Cloud collega direttamente il rilevamento delle minacce alle azioni di ripristino dei dati integri all’interno dello stesso flusso di lavoro di sicurezza.
  • Un ripristino sicuro richiede procedure di ripristino validate e isolate, volte a ridurre il rischio di reinfezione e a ripristinare le operazioni in tutta sicurezza.
  • L’avvio delle operazioni di backup e ripristino direttamente dagli strumenti di sicurezza consente di salvaguardare tempestivamente i dati critici e di ridurre i tempi di ripristino.
  • La resilienza unificata coniuga sicurezza e ripristino, contribuendo a ridurre gli attriti tra gli ambienti XDR (Extended Detection and Response) e SOAR (Security Orchestration, Automation, and Response) e migliorando al contempo la velocità e l’affidabilità della risposta.

Se c’è una cosa che ho imparato parlando con i responsabili della sicurezza di diversi settori, è questa: il rilevamento è solo metà del lavoro. L’altra metà, la parte che determina se l’azienda continua a funzionare, è la risposta e il Recovery. E quando il ransomware colpisce, il Recovery non riguarda solo la velocità. Riguarda la fiducia, la pulizia e la velocità.

Ecco perché questo annuncio è importante. Abbiamo ampliato la nostra collaborazione con Cisco grazie a una nuova integrazione tra Cisco XDR e Commvault Cloud, pensata per unire la risposta al ransomware e il ripristino in un unico flusso di lavoro coordinato.

Troppe organizzazioni devono ancora fare i conti con un doloroso divario tra ciò che vedono i team di sicurezza e ciò che i team IT possono fare in sicurezza subito dopo. Quando ogni secondo conta, quel divario diventa la differenza tra il contenimento di un incidente e il vederlo trasformarsi in un’interruzione dell’attività aziendale. Grazie a questa integrazione, i team possono passare dal rilevamento ad azioni decisive di Recovery all’interno del flusso di lavoro delle operazioni di sicurezza, contribuendo a ridurre al minimo l’impatto quando il tempo è il nemico.

Ed ecco la verità: in una crisi, all’azienda non interessa chi gestisce quale “console”. All’azienda interessano i risultati. Riusciamo a preservare tempestivamente i dati critici? Riusciamo a ripristinare in modo pulito senza reinfezioni? Riusciamo a ripristinare i sistemi giusti con sicurezza invece di procedere alla cieca? Quanto velocemente possiamo tornare alla funzionalità minima? È questo il divario che stiamo colmando, inserendo le azioni di Recovery nel flusso di risposta agli incidenti, dove le decisioni vengono già prese.

È qui che il concetto di «ripristino pulito» smette di essere solo un argomento di discussione e diventa la nuova norma. Il ripristino è diventato una questione di fiducia: fiducia nel fatto che i punti di ripristino siano al sicuro, fiducia nel fatto che i backup non siano già stati compromessi e fiducia nel fatto che non si reintroducano rischi nel tentativo di ripristinare le operazioni. La scomoda realtà è che chi si occupa di sicurezza ha sempre meno tempo per reagire.

Secondo il rapporto «Active Adversary Report 2026» di Sophos, «la rapidità con cui gli hacker tentano di attaccare Active Directory dopo aver ottenuto l’accesso al sistema è aumentata del 70% rispetto allo scorso anno, scendendo a una mediana di sole 3,40 ore».

Una velocità del genere impone che la risposta agli incidenti avvenga in modo immediato e coordinato tra i vari reparti, e inasprisce i requisiti per il ripristino. Infatti, i ripristini rapidi non servono a nulla se non sono corretti. Grazie a questa nuova integrazione, i team addetti alla sicurezza possono attivare Commvault Cloud direttamente da Cisco XDR, contribuendo a preservare i dati in una fase precoce e a garantire un ripristino senza intoppi.

Se un responsabile SOC riceve una notifica relativa a una minaccia rilevata in Cisco XDR, può avviare immediatamente un backup delle macchine virtuali dell’infrastruttura principale e quindi ripristinare i sistemi interessati in Commvault Cloud Cleanroom Recovery, un cloud sicuro e isolato progettato per le indagini e la convalida, prima di riportare i sistemi in produzione in tutta sicurezza. In questo modo le operazioni di ripristino seguono lo stesso flusso di lavoro del rilevamento, consentendo ai team di reagire più rapidamente e di ripristinare i sistemi in tutta sicurezza.

Il risultato è un collegamento più stretto tra rilevamento e ripristino, che consente ai team di sicurezza di intervenire con decisione ai primi segni di un attacco. Verificando il ripristino in un ambiente isolato (cleanroom) prima di riportare i sistemi in produzione, le organizzazioni riducono il rischio di reinfezione, preservano i dati critici e accorciano i tempi di ripristino, il tutto grazie a strumenti di cui i team SOC si fidano già.

 

Un impegno per la resilienza unificata In una prospettiva più ampia, questa integrazione con Cisco XDR rappresenta una tappa fondamentale e fa parte di una visione più ampia a cui ci dedichiamo: la resilienza unificata, in cui sicurezza e ripristino operano in sinergia anziché separatamente. E non si tratta di una scelta “o l’uno o l’altro”. Si tratta di un ecosistema in continua espansione, progettato per supportare i team proprio dove lavorano.

Un altro ottimo esempio è la nostra integrazione con Splunk SOAR, che contribuisce a migliorare il rilevamento delle minacce e a garantire una risposta più rapida e automatizzata. Commvault è in grado di inviare informazioni relative al rilevamento delle minacce, alla sicurezza dei dati e al backup e al ripristino direttamente a Splunk, arricchendo gli eventi di sicurezza e contribuendo ad avvisare i team SecOps; inoltre, le azioni automatizzate in Splunk possono ridurre i tempi di risposta senza dover passare da un’interfaccia all’altra.

Pertanto, che il centro operativo di un cliente sia XDR o SOAR, l’obiettivo rimane lo stesso: ridurre gli attriti, accelerare le decisioni e rendere dimostrabile il ripristino. L’integrazione con Cisco XDR è ora disponibile a livello globale e viene offerta senza costi aggiuntivi ai clienti Commvault esistenti. Se desiderate approfondire l’argomento, ecco alcuni punti di partenza utili:

Oppure contattatemi su LinkedIn: sarò lieto di spiegarvi come funziona nella pratica il processo “dal rilevamento al ripristino completo”.

Domande frequenti

D: Perché il rilevamento rappresenta solo metà della battaglia nella risposta al ransomware?
R: Il rilevamento identifica le minacce, ma sono la risposta e il ripristino a determinare se l’azienda può continuare a operare. Senza un piano di ripristino coordinato, anche un rilevamento rapido può comunque portare a tempi di inattività prolungati e interruzioni del servizio.

D: Cosa significa in pratica “ripristino pulito”?
R: Il ripristino pulito comporta il ripristino dei sistemi in un ambiente sicuro e isolato per verificare che i backup non siano stati compromessi prima di riportarli in produzione. Questo approccio contribuisce a ridurre il rischio di reinfezione e garantisce maggiore fiducia nei sistemi ripristinati. D: In che modo l’integrazione tra Cisco XDR e Commvault migliora la risposta agli incidenti? R: L’integrazione consente ai team di sicurezza di avviare operazioni di backup e ripristino direttamente da Cisco XDR. Questo flusso di lavoro unificato aiuta a salvaguardare i dati tempestivamente, avviare un ripristino sicuro e passare dal rilevamento al ripristino senza dover passare da uno strumento all’altro.

D: Che ruolo svolge l’ambiente Cleanroom Recovery?
R: Cleanroom Recovery fornisce uno spazio cloud isolato per l’analisi e la verifica dei sistemi ripristinati. I team possono analizzare e confermare l’integrità del sistema in tale ambiente prima di riportare con sicurezza i carichi di lavoro in produzione.

D: In che modo questa integrazione supporta ecosistemi di sicurezza più ampi come SOAR?
R: Oltre a Cisco XDR, Commvault si integra con piattaforme come Splunk SOAR per arricchire le informazioni sulle minacce e automatizzare le azioni di risposta. Questo approccio ecosistemico aiuta i team di sicurezza a ridurre gli attriti, accelerare le decisioni e rendere più prevedibili i risultati del Recovery. D: L’integrazione con Cisco XDR è disponibile per i clienti esistenti? R: Sì, l’integrazione è disponibile a livello globale e viene offerta senza costi aggiuntivi ai clienti Commvault esistenti, facilitando l’adozione di flussi di lavoro unificati per il rilevamento e il ripristino. Michael Fasulo è direttore senior del reparto Marketing di portafoglio presso Commvault.

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