Nel panorama in continua evoluzione del cloud computing, le organizzazioni fanno sempre più affidamento su solide strategie di Recovery per garantire la resilienza e la continuità del servizio. Un approccio tradizionalmente adottato è la creazione preventiva di una “landing zone” nel cloud.
Tuttavia, questo metodo presenta numerose inefficienze e potenziali insidie che possono comprometterne l’efficacia e costare alle organizzazioni tempo, risorse e resilienza operativa. Questo blog approfondisce il concetto di “cloud landing zone”, evidenzia le sfide legate alla creazione preventiva di tali zone per il cyber recovery (CR) e il disaster recovery (DR) e presenta il modello di ricostruzione di Cloud Rewind come alternativa per garantire la resilienza nel cloud.
Che cos’è una “landing zone” nel cloud?
Una “landing zone” nel cloud è un ambiente preconfigurato all’interno di un account cloud, progettato per gestire le risorse cloud in modo sicuro ed efficiente. Fornisce un quadro strutturato per la distribuzione delle risorse cloud, la configurazione di rete e le impostazioni di sicurezza, in linea con le migliori pratiche e le politiche aziendali. L’obiettivo è facilitare operazioni cloud fluide, scalabili e conformi alle normative.
Sebbene le “landing zone” cloud costituiscano la base per l’implementazione e la gestione delle risorse cloud, la loro applicazione in scenari di CR/DR presenta diverse sfide.
Problemi legati alle “landing zone” cloud preconfigurate per il CR/DR
- Impiego di tempo e risorse: la creazione di una “landing zone” nel cloud richiede una comprensione approfondita dell’architettura e delle pratiche di manutenzione dell’ambiente di produzione esistente. Questo processo di replica comporta un notevole impiego di tempo e risorse, duplicando gli sforzi e distogliendoli dalle attività che generano valore.
- Manutenzione e deriva configurativa: una volta implementata, una “landing zone” preconfigurata richiede una manutenzione continua per rimanere allineata all’ambiente di produzione. Tuttavia, la natura dinamica degli ambienti cloud porta spesso a una deriva configurativa, ovvero una divergenza nelle impostazioni e nelle configurazioni tra l’ambiente di produzione e quelli di CR/DR. Questa deriva complica le attività di manutenzione e può compromettere l’efficacia della strategia di Recovery.
- Ostacoli ai test: la divergenza tra gli ambienti di produzione e quelli di CR/DR, dovuta a derive e disallineamenti, ostacola la capacità di condurre test di Recovery efficaci. La riluttanza o l’incapacità di testare i processi di Recovery compromette la resilienza dei sistemi IT, lasciando le organizzazioni vulnerabili in caso di disastri o attacchi informatici.
- Investimenti sprecati: le risorse impiegate per creare e mantenere una “landing zone” preconfigurata possono essere notevoli, ma il ritorno sull’investimento (ROI) è spesso minimo. Le organizzazioni potrebbero ritrovarsi con ambienti di Recovery obsoleti o non allineati, non pronti per l’uso immediato a seguito di un disastro o di un incidente. Inoltre, di fronte a sofisticati attacchi ransomware, la capacità di ricostruire i sistemi a partire da dati puliti e immagini delle applicazioni è fondamentale – una capacità che risulta ostacolata dai vincoli di una “landing zone” preconfigurata.
L’approccio “Cloud Rewind” alla resilienza del cloud: Ricostruzione
Il modello di ricostruzione di Cloud Rewind per la resilienza nel cloud offre un approccio più agile, efficiente ed efficace alla CR/DR. A differenza del modello tradizionale, che prevede la creazione preventiva e la manutenzione di una “landing zone” nel cloud, Cloud Rewind consente di ricostruire dinamicamente gli ambienti cloud a partire da copie pulite dei dati e delle immagini delle applicazioni. Questo modello affronta le principali sfide associate alle “landing zone” create in anticipo:
- Efficienza e agilità: eliminando la necessità di un’area di atterraggio predisposta in anticipo, le organizzazioni possono allocare le risorse in modo più efficiente, concentrandosi sulle iniziative strategiche piuttosto che sulle attività di manutenzione e allineamento.
- Riduzione della deriva di configurazione: il modello di ricostruzione mitiga il rischio di deriva di configurazione verificando che l’ambiente di Recovery sia realizzato con configurazioni e dati aggiornati e integri, rispecchiando fedelmente l’ambiente di produzione al momento della ricostruzione.
- Test e Recovery potenziati: la natura dinamica dell’approccio di ricostruzione consente di effettuare test più frequenti e realistici delle procedure di CR/Recovery, migliorando la resilienza dei sistemi IT.
- Rapporto costo-efficacia: senza i costi irrecuperabili legati alla gestione di una landing zone già creata, le organizzazioni possono ottenere un migliore ritorno sull’investimento (ROI), concentrandosi su capacità di CR/DR rapide e più in linea con le moderne pratiche cloud.
In un contesto caratterizzato da minacce informatiche sempre più diffuse, come il ransomware, la capacità di ripristinare rapidamente un ambiente sicuro ha un valore inestimabile. Cloud Rewind consente alle organizzazioni di reagire prontamente a tali minacce, riducendo al minimo i tempi di inattività e garantendo la continuità operativa.
Ricostruzione: un approccio lungimirante
L’approccio tradizionale, che prevede la creazione preventiva di “landing zone” nel cloud per il CR/DR, è caratterizzato da numerose inefficienze, tra cui lo spreco di risorse, le difficoltà di manutenzione e una resilienza compromessa. Al contrario, il modello di ricostruzione su richiesta di Commvault Cloud Rewind per la resilienza nel cloud offre una soluzione più agile, conveniente e solida.
Concentrandosi sulla ricostruzione dinamica degli ambienti cloud, che consiste essenzialmente nella creazione di un clone dell’ambiente di produzione, le organizzazioni possono potenziare le proprie capacità di CR/DR, ridurre i rischi operativi e garantire la continuità del servizio anche in caso di interruzioni. Il passaggio al modello di ricostruzione rappresenta un approccio lungimirante al Recovery CR/DR, in linea con le esigenze in continua evoluzione del cloud computing e della resilienza organizzativa.
Scopri come Commvault Cloud Rewind può aiutarti a tornare rapidamente indietro nel tempo, a ripristinare dati critici, applicazioni cloud e configurazioni riportandole a uno stato iniziale e a ricostruire rapidamente i tuoi ambienti cloud dopo incidenti informatici.
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