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TINTON FALLS, N.J. – 18 marzo 2026 – Commvault (NASDAQ: CVLT), leader nella resilienza unificata su scala aziendale, ha annunciato oggi l’ampliamento delle funzionalità di ricerca delle minacce all’interno di Commvault Cloud Threat Scan. Questi miglioramenti aiutano le organizzazioni a identificare rapidamente i rischi all’interno degli ambienti di backup e a ripristinare dati puliti e convalidati, riducendo i rischi di reinfezione e i tempi di inattività prolungati.
Secondo recenti rapporti, il tempo medio di permanenza (dwell time) per una violazione non segnalata dall’autore è di 24 giorni,1 il che offre agli aggressori ampie opportunità di inserire silenziosamente codice dannoso nei sistemi. Sebbene i team addetti alle operazioni di sicurezza dispongano spesso di informazioni legate a specifici indicatori di compromissione (IOC) o indicatori di attacco (IOA), tali informazioni devono essere applicate anche ai dati di backup prima che inizi il ripristino. Senza una chiara visibilità sull’integrità dei backup, le organizzazioni rischiano di reintrodurre minacce, prolungare i tempi di inattività e aggravare le interruzioni dell’attività aziendale.
Ricerca delle minacce basata sull’intelligence su scala aziendale
Per affrontare questa sfida, Commvault offre ora due modalità di scansione complementari all'interno di Commvault Cloud Threat Scan:
- Hyper Threat Hunting consente di effettuare ricerche mirate nei dati di backup utilizzando strumenti di threat hunting quali hash e regole YARA, al fine di identificare su larga scala gli indicatori di compromissione noti. La ricerca basata sugli hash garantisce un rilevamento rapido e basato su indici, mentre l'analisi basata su YARA consente un confronto più mirato dei modelli per indagini più approfondite.
- Deep Inspection offre un'analisi approfondita a livello di file che si avvale di firme di malware, apprendimento automatico, analisi euristica e rilevamento delle crittografie basato sull'intelligenza artificiale, per individuare minacce note, varianti sospette e attività legate al ransomware che potrebbero sfuggire agli indicatori basati esclusivamente sulla corrispondenza esatta.
Insieme, queste modalità di rilevamento consentono una stretta collaborazione tra i team di risposta agli incidenti e di ripristino, al fine di isolare i dati interessati e prendere decisioni informate in merito al ripristino. È possibile pianificare scansioni ricorrenti per un monitoraggio continuo o effettuare ricerche mirate durante gli scenari di risposta agli incidenti in corso, garantendo così flessibilità sia per la protezione continua che per gli interventi tempestivi.
«In un’era in cui gli attacchi si adattano più rapidamente delle difese, la nostra priorità è anticipare ogni minaccia», ha affermato la dott.ssa Erika Voss, Chief Security Officer di Blue Yonder. «Essere in grado di verificare i dati di Recovery rispetto agli indicatori di minaccia attuali è un modo per stare un passo avanti, garantendo un maggiore controllo in un panorama imprevedibile».
Dal rilevamento alla Recovery verificata
Commvault integra queste funzionalità di rilevamento delle minacce con la sua tecnologia Synthetic Recovery (in attesa di brevetto), unificando i flussi di lavoro di rilevamento e Recovery. Una volta identificati i rischi, la soluzione Synthetic Recovery di Commvault, basata sull’intelligenza artificiale, può aiutare a rimuovere con precisione i set di dati compromessi durante la Recovery, riportando al contempo i dati puliti nei sistemi di produzione. Con Synthetic Recovery, le organizzazioni possono massimizzare la conservazione dei dati garantendo al contempo la loro integrità.
“Stiamo assistendo a un cambiamento fondamentale nel modo in cui le organizzazioni affrontano le operazioni di Recovery. Il mercato richiede soluzioni integrate che combinino il rilevamento delle minacce con i flussi di lavoro di Recovery, e l’approccio a più livelli di Commvault per Recovery pulite e verificate rappresenta la direzione verso cui si sta muovendo il settore”, ha affermato Fernando Montenegro, vicepresidente e responsabile del settore Cybersecurity presso The Futurum Group.
Questo annuncio continua a dimostrare come Commvault stia portando avanti il modello operativo ResOps. Anziché operare in compartimenti stagni tra IT e sicurezza, ResOps collega persone, processi e tecnologia, in modo che le organizzazioni possano gestire la resilienza come una disciplina continua a livello aziendale.
“I team di sicurezza e IT devono agire seguendo le stesse linee guida durante un incidente. La threat intelligence su larga scala è sempre più un requisito fondamentale: ciò che ci contraddistingue è ciò che accade dopo”, ha affermato Pranay Ahlawat, Chief Technology and AI Officer di Commvault. «Integrando la nostra correlazione dei segnali proprietaria e gli algoritmi basati sull’intelligenza artificiale nella ricerca mirata delle minacce, e collegando il tutto direttamente a Recovery, offriamo alle organizzazioni uno strumento potente: non solo la capacità di individuare rapidamente le minacce, ma anche la certezza che ciò che viene ripristinato sia sicuro».
Disponibilità
Threat Scan è disponibile a livello globale e viene commercializzato sia come offerta autonoma sia come parte del pacchetto di resilienza informatica di Commvault. Le nuove funzionalità di ricerca delle minacce sono disponibili al pubblico e saranno fornite senza costi aggiuntivi agli attuali clienti di Threat Scan.
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Informazioni su Commvault
Commvault (NASDAQ: CVLT) è leader nella resilienza unificata su scala aziendale. In un panorama di minacce in continua evoluzione, Commvault garantisce ai clienti la massima Readiness unificando sicurezza dei dati, resilienza delle identità e Recovery informatico su un’unica piattaforma cloud-native basata sull’intelligenza artificiale. I clienti si affidano a Commvault per eseguire i Recovery più rapidi e completi, non solo dei propri dati, ma dell’intera attività aziendale. Progettata appositamente per le “enterprise agentiche”, Commvault consente inoltre alle organizzazioni di adottare in sicurezza l’intelligenza artificiale, proteggendosi al contempo dalle minacce guidate dall’intelligenza artificiale.
1. Verizon. (2025). Rapporto 2025 sulle indagini relative alle violazioni dei dati. https://www.verizon.com/business/resources/T16f/reports/2025-dbir-data-breach-investigations-report.pdf