Punti di forza
- L’intelligenza artificiale sta accelerando la generazione di dati e i flussi di lavoro distribuiti, rendendo gli approcci reattivi tradizionali inadeguati a garantire la resilienza.
- Le operazioni di resilienza (ResOps) aiutano i team a passare dalla risoluzione reattiva dei problemi a un’azione coordinata, grazie all’applicazione dell’intelligenza artificiale da parte di Commvault in tre ambiti: protezione dei dati, dei modelli e delle pipeline di IA; utilizzo dell’IA per guidare e accelerare la risposta; ed estensione dell’IA all’intero ecosistema di resilienza.
- Gli agenti di IA pratici sono progettati per individuare i problemi operativi (Arlie Data Sense), guidare le decisioni in materia di protezione (Arlie Advisor) e consentire flussi di lavoro conversazionali (server MCP).
- La sicurezza e la governance dei dati rimangono fondamentali. L’intelligenza artificiale deve essere addestrata a rispettare i controlli di accesso, garantire la tracciabilità e operare nel rispetto delle linee guida.
- Le organizzazioni possono iniziare su piccola scala, con agenti mirati, per poi passare a operazioni coordinate e intelligenti.
L’intelligenza artificiale comporta sia nuove sfide che potenziali innovazioni per la resilienza aziendale. Da un lato, gli strumenti tradizionali, che operano in silos e sono dedicati alla protezione, al ripristino e alla governance, non sono stati progettati per funzionare in ambienti di intelligenza artificiale in continua evoluzione che abbracciano più piattaforme. D’altro canto, gli strumenti di resilienza basati sull’IA possono avere un impatto trasformativo, aiutando i team a mantenere la visibilità, applicare le politiche e ripristinare il sistema in modo pulito. Per i team IT e di sicurezza, la domanda è: come sfruttare al meglio i vantaggi dell’IA mitigando al contempo i rischi operativi che essa può comportare? In un recente webinar, ho incontrato Teja Medasani, Principal Product Manager per l’IA presso Commvault, per esaminare casi d’uso reali in cui gli agenti di IA vengono impiegati nei flussi di lavoro dedicati alla resilienza su piattaforme cloud, SaaS, on-premise e native per l’IA.
Perché l’intelligenza artificiale sta ridefinendo le operazioni di resilienza
La rapida crescita e la natura dinamica degli ambienti nativi per l’IA hanno messo sotto pressione i flussi di lavoro operativi. L’assegnazione manuale delle etichette, i fogli di calcolo e la logica perdono rapidamente la sincronizzazione. Tabelle di cronologia dei lavori sempre più estese e tracciati di audit rallentano la risoluzione manuale dei problemi e rendono facile trascurare sottili segnali di allarme. I processi di Recovery che presuppongono dati centralizzati e guasti isolati sono poco adatti alla crescita esponenziale dei dati e ai carichi di lavoro frammentati su più piattaforme.
Quando i dati, i carichi di lavoro e gli ambienti abbracciano diverse piattaforme, la resilienza non può più essere confinata a team, strumenti e politiche separati. È necessario un nuovo modello operativo: le operazioni di resilienza, o ResOps.
Come si presenta il ResOps nella pratica
Il quadro ResOps affronta queste sfide su tre fronti:
- Proteggere l’IA: garantire la sicurezza dei dati, dei modelli e delle pipeline di IA in tutti gli ambienti, affinché rimangano recuperabili e conformi alle normative.
- Sfruttare l’IA: utilizzare l’IA per ridurre il lavoro manuale, ottenere informazioni operative e orientare le decisioni relative alla risposta e al ripristino.
- Estendere l’IA: collegare le operazioni di supporto (ResOps) tra strumenti e team per garantire la sicurezza delle interazioni conversazionali e dei flussi di lavoro integrati.
Nel webinar ci siamo concentrati principalmente sulla valorizzazione e sull’estensione dell’IA, mettendo in evidenza i ruoli chiave che gli agenti di IA possono svolgere nelle operazioni quotidiane. Questi esempi ruotano attorno ad Arlie, l’assistente di IA di Commvault. Progettato per aiutare gli utenti a interpretare i dati, comprendere i problemi e agire in modo più efficiente, Arlie include una libreria di agenti appositamente creati per aiutare ad affrontare specifici flussi di lavoro relativi alla resilienza.
Contribuendo a ridurre le analisi ripetitive, individuando segnali significativi e guidando le decisioni relative al ripristino in un’ottica di sicurezza, questi agenti consentono ai team di agire con maggiore rapidità e sicurezza. Arlie Data Sense, Arlie Advisor e il server MCP di Commvault illustrano alcune delle possibilità offerte dalle operazioni di ripristino (ResOps) basate sull’intelligenza artificiale.
Individuazione dei problemi operativi con Arlie Data Sense
Arlie Data Sense aiuta i team a dare un senso a dati operativi complessi, come le tabelle della cronologia dei lavori e le tracce di audit. Anziché dover esaminare manualmente centinaia di righe per individuare modelli ricorrenti o diagnosticare i guasti, gli utenti possono avvalersi di Arlie per analizzare i dati e generare un riepilogo esecutivo che metta in evidenza le anomalie e i problemi emergenti.
I team possono porre domande di approfondimento in linguaggio naturale ed esplorare ulteriormente i dati attraverso riepiloghi interattivi o visualizzazioni. Quando un processo fallisce, Arlie può aiutare ad analizzare i log, riassumere l’errore, identificarne la possibile causa e indicare i passi successivi per la risoluzione.
Guidare le decisioni relative alle risposte con Arlie Advisor
Man mano che i carichi di lavoro aumentano, le responsabilità cambiano e i requisiti si evolvono, mantenere una copertura di protezione uniforme in tutti gli ambienti diventa sempre più difficile. Arlie Advisor è progettato per aiutare i team a creare e convalidare piani di protezione su larga scala, valutando le caratteristiche e l’attuale copertura di protezione di ciascuna risorsa ed evidenziando poi dove potrebbero essere necessari degli adeguamenti.
Le raccomandazioni vengono presentate in modo chiaro, con una spiegazione delle motivazioni, in modo che i team possano valutarle e decidere come applicarle nell’ambito dei processi di governance esistenti. Ciò aiuta i team a mantenere la coerenza in contesti dinamici.
Estensione dei flussi di lavoro di Resilience con MCP Server
I flussi di lavoro dedicati alla resilienza devono spesso interfacciarsi con sistemi di gestione dei ticket, strumenti di collaborazione e piattaforme di sicurezza esterni alla piattaforma Commvault, e devono essere accessibili anche a utenti che non sono esperti in materia di resilienza. Il server MCP di Commvault consente di estendere i flussi di lavoro senza ricorrere a integrazioni personalizzate o a una formazione approfondita, grazie all’interazione conversazionale.
Gli utenti possono porre domande o richiedere azioni utilizzando un linguaggio naturale; i loro comandi vengono tradotti in background in chiamate API standardizzate, ad esempio per creare automaticamente ticket in ServiceNow in caso di operazioni non riuscite.
Coordinamento e chiarezza tra i team e le piattaforme
Gli esempi sopra riportati hanno un elemento in comune: il coordinamento. Una resilienza efficace richiede visibilità, applicazione delle politiche e ripristino senza intoppi in tutti gli ambienti. L’intelligenza artificiale può contribuire a rafforzare queste capacità aiutando i team a individuare gli aspetti fondamentali e ad agire con maggiore rapidità.
Sebbene sia ormai indispensabile che la resilienza passi da una fase di recupero reattivo a una di comprensione continua e azione guidata, questo processo non deve necessariamente avvenire tutto in una volta. I team possono iniziare con interventi mirati che affrontino specifici punti critici a livello operativo, per poi passare a operazioni più coordinate man mano che le capacità maturano e i team acquisiscono maggiore sicurezza. La chiave è intraprendere subito il percorso verso le ResOps, poiché le sfide poste dai requisiti di resilienza in continua evoluzione non faranno che aumentare.
Guarda il webinar completo on demand per vedere dimostrazioni dettagliate di Arlie Data Sense, Arlie Advisor e della resilienza conversazionale in azione, e scopri come le ResOps basate sull’intelligenza artificiale possono aiutarti a supportare i tuoi flussi di lavoro operativi.
Domande frequenti
D: Cosa sono le operazioni di resilienza? R: ResOps è un modello operativo che integra la sicurezza dei dati, la resilienza delle identità e il ripristino informatico in un approccio continuo e automatizzato, anziché trattarli come funzioni IT separate. Le ResOps contribuiscono a trasformare la resilienza da una risposta reattiva agli incidenti a una pratica proattiva che consente di comprendere costantemente i modelli di accesso ai dati, individuare minacce e anomalie e garantire un ripristino rapido e intelligente su larga scala.
D: Che cos’è Arlie e come si è evoluta? R: Arlie, abbreviazione di «autonomous resilience» (resilienza autonoma), è stata lanciata per la prima volta nel 2023 come assistente basato sull’intelligenza artificiale per aiutare gli utenti a navigare facilmente nella piattaforma Commvault. Con l’evolversi delle funzionalità dell’intelligenza artificiale, anche Arlie si è evoluta.
Oltre a rispondere alle domande e fornire indicazioni sulla configurazione, Arlie include ora anche una libreria di agenti appositamente progettati per gestire flussi di lavoro specifici relativi alla resilienza, come l’estrazione di informazioni operative, la proposta di strategie di protezione e l’assistenza nelle decisioni di ripristino orientate alla sicurezza. Arlie è diventato un punto di accesso alle informazioni operative, piuttosto che un semplice assistente che fornisce istruzioni. D: In che modo Arlie Data Sense aiuta nella risoluzione dei problemi operativi?
R: Arlie Data Sense aiuta i team a dare un senso a dati operativi complessi, come le tabelle della cronologia dei lavori e le tracce di audit. Invece di dover esaminare manualmente centinaia di righe per individuare segnali di allarme sottili o diagnosticare i problemi, gli utenti possono attivare Arlie affinché analizzi l’intero set di dati e generi un riepilogo esecutivo che metta in evidenza modelli, anomalie e problemi emergenti. I team possono porre domande di approfondimento in linguaggio naturale ed esplorare i dati attraverso riepiloghi interattivi o visualizzazioni. Per i lavori non riusciti, Arlie fornisce un’analisi delle cause alla radice analizzando i log, riassumendo gli errori, identificando le possibili cause e fornendo passaggi personalizzati per la risoluzione. D: Cosa significa «azione guidata» nel contesto della resilienza basata sull’intelligenza artificiale? R: Per “azione guidata” si intende che l’IA aiuta i team a passare dall’intuizione alla risposta in modo più efficiente, raccomandando azioni specifiche basate sull’analisi dei dati operativi e sulla copertura di protezione. Anziché limitarsi a fornire informazioni, gli agenti di IA come Arlie Advisor aiutano a valutare le caratteristiche delle risorse, a identificare le discrepanze tra la protezione attuale e le aspettative delle policy e a presentare raccomandazioni chiare corredate di motivazioni. I team mantengono il potere decisionale e possono valutare le raccomandazioni nell’ambito dei propri processi di governance esistenti, ma l’agente contribuisce a ridurre il lavoro manuale necessario per individuare gli aspetti che richiedono attenzione e le azioni più appropriate da intraprendere.
D: In che modo il server MCP consente di implementare flussi di lavoro a prova di errore? R: Il server MCP utilizza la tecnologia Model Context Protocol per consentire l’interazione conversazionale con i flussi di lavoro di resilienza tramite il linguaggio naturale. Gli utenti possono porre domande o richiedere azioni utilizzando un linguaggio quotidiano, e tali richieste vengono tradotte, dietro le quinte, in chiamate API regolamentate. Questo approccio contribuisce a ridurre gli ostacoli per i team esperti, ad abbassare le barriere per i nuovi utenti e a consentire ai flussi di lavoro di resilienza di integrarsi più facilmente con altri sistemi aziendali, come le piattaforme di ticketing, tramite interfacce standardizzate. D: In che modo Commvault garantisce che l’intelligenza artificiale rispetti i requisiti di sicurezza e governance? R: In Commvault Cloud, le interazioni con l’IA ereditano gli stessi controlli di identità e di accesso basati sui ruoli che regolano il resto della piattaforma. Ciò significa che l’IA rispetta i controlli di accesso esistenti, garantisce la tracciabilità tramite la registrazione standard dei log e opera entro i limiti chiaramente definiti dalle politiche aziendali. L’architettura è progettata per impedire che le interazioni in linguaggio naturale o i suggerimenti degli agenti eludano i requisiti di sicurezza e governance già in vigore per la piattaforma.
D: Le organizzazioni possono adottare le ResOps basate sull’intelligenza artificiale in modo graduale? R: Sì. Le organizzazioni possono iniziare con agenti IA mirati che affrontano specifici punti critici a livello operativo, anziché trasformare l’intero approccio alla resilienza in un’unica soluzione. Ad esempio, i team potrebbero iniziare utilizzando Arlie Data Sense per estrarre informazioni dai dati operativi, quindi aggiungere Arlie Advisor per garantire una copertura di protezione su larga scala e, in seguito, abilitare flussi di lavoro conversazionali tramite il server MCP per facilitare l’integrazione con altri sistemi.
Questo approccio graduale consente ai team di acquisire familiarità con le funzionalità basate sull’intelligenza artificiale, dimostrarne il valore in flussi di lavoro specifici e passare, nel tempo, a operazioni più coordinate e intelligenti, man mano che le esigenze e le capacità dell’organizzazione si evolvono. Vir Choksi è Principal Product Marketing Manager di Commvault.
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